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In pratica, sottraendo
alle “quantità massime previste giornalmente”
le quote di “quantità fornite”, si ricavano
le quantità indicative di alimenti da fornire
nella giornata o comunque settimanalmente.
Con questo metodo si esce dai validi, ma
comunque rigidi, schemi dei menu e si rende
possibile, all’interno del nucleo familiare,
l’integrazione dell’alimentazione del bambino/a
con quella degli altri commensali.
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